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Come e perché attivare un tirocinio in azienda

Perché attivare il tirocinio, come farlo, quali sono le condizioni necessarie, quali i limiti, quali i requisiti dei tirocinanti e altro ancora: scoprilo in quest'articolo!
attivare un tirocinio: come e perché

Il tirocinio consiste in un periodo di orientamento al lavoro e di formazione, che non si configura come un rapporto di lavoro subordinato.

Per i soggetti che devono inserirsi o reinserirsi nel mondo del lavoro, è una misura formativa di politica attiva che consente ai tirocinanti di vivere temporanee esperienze all’interno di contesti lavorativi per favorire una conoscenza diretta di una professione o di un mestiere.

Perché un’azienda dovrebbe attivare un tirocinio?

Il tirocinio rappresenta un vero e proprio filtro attraverso il quale, da una parte, il tirocinante si orienta circa le proprie scelte professionali, dall’altra, l’azienda ha la possibilità di osservare “sul campo” il tirocinante al fianco dei propri dipendenti, portando avanti progetti utili all’azienda stessa.

Quali sono le tipologie di tirocinio in azienda?

Le due principali tipologie di tirocinio in azienda sono:

  • Stage curriculare: svolto durante il periodo di studi (presso una scuola secondaria o un ateneo universitario) per ottenere crediti formativi. Non prevede una remunerazione.
  • Stage extracurriculare: svolto dopo il percorso formativo (diploma o laurea). È un periodo di formazione pratica in azienda, che prevede una remunerazione minima obbligatoria.

Perché attivare un tirocinio nella propria azienda?

Il tirocinio è un’opportunità per il candidato, che si forma direttamente sul luogo di lavoro, arricchendo il proprio bagaglio di conoscenze. 

È un vantaggio anche per l’azienda, in quanto strumento di primo inserimento e formazione delle risorse umane. L’azienda ha infatti la possibilità di conoscere i candidati e osservarli “sul campo”, valutare quali siano le loro attitudini, sia in campo pratico sia in campo relazionale, con colleghi e clienti. 

Dal punto di vista del costo del lavoro, configurandosi come esperienza formativa e non come rapporto di lavoro subordinato, la remunerazione (indennità di partecipazione) non è assoggettata a contribuzione e non sono previsti gli istituti di ferie, permessi, trattamento di fine rapporto (TFR), mensilità aggiuntive, indennità di malattia o di maternità.

Il tirocinante deve essere coperto da un’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e per la responsabilità civile verso terzi (presso una compagnia assicuratrice). 

Come attivare un tirocinio in azienda?

Per poter attivare un tirocinio extracurriculare in azienda è indispensabile l’interazione fra 3 soggetti:

  • Il soggetto ospitante, ovvero l’azienda
  • Lo stagista (o tirocinante)
  • L’ente promotore, un ente accreditato dal Ministero del Lavoro, che ha funzioni di progettazione, attivazione e monitoraggio del tirocinio, nonché di garanzia della regolarità e qualità dell’iniziativa, in relazione alle finalità definite nel progetto formativo. 

Il tirocinio in azienda è disciplinato da un contratto di tirocinio sottoscritto da tutte e tre le parti e formulato sulla base delle normative regionali. L’attivazione del tirocinio si perfeziona mediante la comunicazione obbligatoria telematica al centro per l’impiego.

Sia l’azienda sia l’ente promotore devono nominare un tutor. Il tutor aziendale svolge una funzione formativa, affiancando il tirocinante; il tutor dell’ente promotore supervisiona il corretto svolgimento del tirocinio.

Quali requisiti deve avere un tirocinante?

Nel caso di un tirocinio formativo curriculare lo stagista deve essere regolarmente iscritto a un percorso di studi.

Per attivare un tirocinio extracurriculare, il tirocinante deve richiedere al centro per l’impiego la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità al Lavoro) che ne attesti lo stato di disoccupazione o inoccupazione. 

Com’è formulato il contratto di tirocinio?

Il contratto di tirocinio richiede obbligatoriamente:

  • Convenzione: stipulata fra ente promotore e dall’ azienda ospitante, indica i dati legali relativi ai due soggetti e gli aspetti normativi che regolano il contratto.
  • Progetto formativo individuale che individua:
    • Il Profilo formativo del tirocinante;
    • Il livello (EQF) del profilo formativo (a cui corrisponde la relativa durata),
    • I dettagli relativi al percorso formativo del tirocinante, ovvero i nominativi dei tre soggetti coinvolti (tirocinante, azienda, ente promotore), i nominativi dei tutor designati, data di inizio, durata, rimborso previsto, attività, sede e orari di svolgimento, nonché gli obiettivi del tirocinio.

Quali sono le condizioni necessarie per attivare un tirocinio

Per poter attivare un tirocinio sono necessarie le seguenti condizioni:

  • Un ente promotore accreditato dal Ministero del Lavoro;
  • È obbligatorio corrispondere al tirocinante l’indennità di partecipazione;
  • È obbligatorio che l’azienda ospitante abbia redatto il documento unico della valutazione dei rischi;
  • Il tirocinante deve essere coperto da una polizza RC.

Quali sono limiti all’attivazione dei tirocini?

Ci sono alcuni limiti all’attivazione del tirocinio:

  1. Non possono essere attivati tirocini extracurriculari per tipologie di attività lavorative elementari e per le quali non può essere previsto un tirocinio;
  2. I tirocinanti non possono sostituire i lavoratori subordinati nei periodi di picco delle attività né sostituire il personale nei periodi di malattia, maternità, ferie o infortuni, o per ricoprire ruoli necessari all’organizzazione;
  3. Il soggetto ospitante può realizzare con il medesimo tirocinante un solo tirocinio extracurriculare. Il soggetto ospitante non può realizzare un tirocinio extracurriculare con persone con cui ha avuto nei due anni precedenti rapporti di lavoro dipendente o altre forme di collaborazione (sono escluse da questa limitazione le esperienze di alternanza scuola-lavoro).

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Quanti tirocinanti può avere un’azienda?

Il soggetto ospitante, deve rispettare i seguenti limiti numerici arrotondati all’unità maggiore, applicati all’unità operativa di svolgimento del tirocinio:

  • Aziende composte dal solo titolare o con risorse umane in numero non superiore a 5: presenza contemporanea di un solo tirocinante;
  • Aziende con risorse umane in numero compreso tra 6 e 20: presenza contemporanea di non più di due tirocinanti;
  • Aziende con risorse umane in numero superiore a 20: presenza contemporanea di un numero di tirocinanti in misura non superiore al 10% delle risorse umane presenti, con arrotondamento all’unità superiore.

Attivare un tirocinio: qual è il compenso per il tirocinante extracurriculare?

Al tirocinante spetta un’indennità di partecipazione mensile. Generalmente il compenso varia da 300 a 800 euro; il limite minimo è stabilito dalle normative regionali. Per Regione Lombardia, l’indennità di partecipazione minima è prevista in € 500,00.

Qual è la durata di un tirocinio extracurriculare in azienda?

La durata minima del tirocinio è pari a 2 mesi. La durata massima varia da 6 a 12 mesi, a seconda dell’EQF del profilo formativo.

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