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Costo del personale dipendente: quali elementi considerare?

I dipendenti sono la risorsa più preziosa per un'azienda, ma sono anche un costo. Scopri gli elementi da considerare nella definizione del costo del personale e perché affidarsi al supporto di un Consulente del Lavoro.
costo del personale dipendente - studio salvi lombardi

La gestione delle risorse umane è fondamentale per un’azienda. I dipendenti sono la risorsa più preziosa, poiché permettono all’impresa di crescere. Come ogni imprenditore ben sa, rappresentano anche un costo inevitabile, su cui è necessario investire. Non è pensabile, infatti, gestire un’azienda senza affrontare il costo del personale dipendente.

Ci sono invero alcuni elementi da tenere in considerazione nella definizione del costo, tra cui RAL e contributi previdenziali e assicurativi.

Vediamo insieme quali sono e perché il supporto di un Consulente del Lavoro è importantissimo.

Quali elementi considerare nel costo del personale dipendente?

Il costo di un dipendente non corrisponde a quanto riportato in busta paga, ma deriva da diversi fattori. È dato, infatti, dalla somma di tutti i salari pagati ai dipendenti, dei benefit aziendali corrisposti e dai contributi versati dal datore di lavoro.

Il costo del personale viene diviso in due categorie principali: il costo diretto del lavoro (che include gli stipendi dei dipendenti che producono un prodotto o servizio) e il costo indiretto del lavoro (che riguarda elementi non legati alla produzione ma necessari allo svolgimento dell’attività del personale).

Bisogna calcolare correttamente il costo del personale dipendente: se è allocato o diviso in modo sbagliato o sproporzionato, l’azienda potrebbe veder ridurre il proprio margine di guadagno o la soddisfazione degli impiegati.

Tra gli elementi da considerare troviamo:

RAL (Retribuzione annua lorda)

La Retribuzione annua lorda (RAL) è il primo dato da conoscere per identificare il costo del personale dipendente. Infatti è da questo importo che si calcolano le altre componenti del costo di un lavoratore (contributi e TFR).

La RAL di un dipendente è la somma di tutti gli stipendi lordi (che includono tasse e contributi previdenziali a carico del dipendente) ricevuti in un anno civile (01/01-31/12). Per calcolare la RAL bisogna quindi moltiplicare l’importo lordo per 12 mensilità, e poi aggiungere l’importo di eventuali tredicesima e quattordicesima mensilità.
I contribuiti e le imposte a carico dei dipendenti non vengono pagati personalmente dai lavoratori, ma spetta al datore di lavoro trattenerli e versarli periodicamente allo Stato (l’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche) e all’INPS (i contributi). Il datore di lavoro è detto infatti sostituto di imposta, poiché si sostituisce al lavoratore nel versamento di tali oneri.

Contributi previdenziali e assicurativi: i costi per INPS e INAIL

I contributi previdenziali sono pagati in parte dal dipendente (tramite trattenuta in busta paga) e in parte dal datore di lavoro. Quest’ultima parte, non inclusa nella RAL, è un altro elemento da considerare per calcolare il costo aziendale di un dipendente.

Sono le somme necessarie a garantire al lavoratore le prestazioni previdenziali INPS (ad esempio pensione, malattia, maternità cassa integrazione, ecc.) e l’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali (contributi INAIL).

L’importo varia in base alla RAL del lavoratore e ad altri elementi; i principali sono: la tipologia di attività svolta dall’azienda (commerciale, industriale, artigiana, agricola), le dimensioni e la qualifica del dipendente. In generale, i costi previdenziali e assicurativi a carico del datore di lavoro ammontano a circa il 35% della RAL.

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Un Consulente del Lavoro aiuta a prevenire controversie e a valorizzare il capitale umano, supportando l’imprenditore nella gestione delle risorse umane. Ci occupiamo di redigere contratti, di aprire e chiudere posizioni assicurative e previdenziali, di adempimenti e provvidenze.

TFR (Trattamento Fine Rapporto)

Il Trattamento di Fine Rapporto, conosciuto come TFR, è una somma di denaro che spetta di diritto al lavoratore dipendente quando termina il rapporto lavorativo (sia per licenziamento, sia per dimissioni o pensionamento). Il TFR va accantonato ogni anno, per poterlo poi corrispondere al dipendente al momento della conclusione del rapporto.

Il TFR è pari alla retribuzione annua lorda divisa per 13,5. Ogni anno, al 31 dicembre, la quota di spettanza annuale che verrà accantonata per il TFR deve essere rivalutata, cosicché l’effettivo valore della liquidazione non si alteri col passare degli anni. Perciò si applica un tasso di rivalutazione, un indice fisso pari all’1,5%. Si somma poi una quota pari al 75% dell’incremento dell’inflazione certificato dall’ISTAT a fine anno.

Tredicesima e quattordicesima

I lavoratori dipendenti hanno diritto alle mensilità aggiuntive, la tredicesima e la quattordicesima, che vanno considerate nella definizione del costo del personale dipendente e inseriti nella redazione del contratto.

La presenza di queste mensilità dipende dai contratti collettivi di lavoro, infatti alcuni CCNL prevedono una mensilità aggiuntiva (tredicesima o gratifica natalizia), altri due mensilità aggiuntive (tredicesima e quattordicesima). La tredicesima mensilità matura per il servizio prestato dal 1 gennaio al 31 dicembre, mentre la quattordicesima matura per il periodo compreso tra il 1 luglio e il 30 giugno.

Benefit di welfare aziendale

Non rientrano nella retribuzione diretta, ma i benefit aziendali sono elementi da considerare nel costo. Un sistema di welfare aziendale porta vantaggi all’azienda: permette di ridurre il turnover e l’assenteismo, di migliorare l’appeal su nuovi candidati e le relazioni con le rappresentanze sindacali. Dipendenti soddisfatti sono più motivati: aumenta quindi la produttività aziendale.

Tra i principali benefit aziendali sono presenti:

  • Assicurazione medica privata: i costi variano in base ai piani sanitari e ai trattamenti offerti ai dipendenti (dentista, fisioterapia, psicologo ecc.);
  • Buoni pasto e non solo: i costi aggiuntivi comprendono buoni pasto, mense aziendali, snack e bevande;
  • Contributo per i trasporti: molte aziende, soprattutto nelle grandi città, offrono un contributo per coprire, in tutto o in parte, i costi sostenuti per raggiungere l’ufficio;
  • Incentivi per sport e benessere: sempre più aziende investono in abbonamenti a palestre, corsi sportivi o di yoga, dimostrando interesse e attenzione alla salute dei dipendenti.

Definire il costo del personale dipendente con un Consulente del Lavoro

Il Consulente del Lavoro aiuta gli imprenditori nella gestione delle risorse umane, nella redazione dei contratti e nella valutazione del costo del personale dipendente.

Il Consulente del Lavoro raccoglie tutte le componenti di costo (payroll, compensation e benefit, selezione, formazione, note spese e trasferte, costi strutturali, …), comprende come pianificare le spese legate al personale e verifica il costo di ciascuna risorsa e il suo rendimento.

Con il suo supporto, l’imprenditore riesce a gestire i piani di produzione, i benefit e le politiche di sviluppo e retributive, si orienta tra i CCNL per scegliere quello più adatto alle sue esigenze e prende visione di bonus e agevolazioni, tra cui, ad esempio, sgravi per assunzioni di giovani under 36 a tempo indeterminato e sgravi fiscali per l’assunzione di donne over 50.

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